Ceglie Messapica

Montevicoli / Ceglie Messapica
Terra di Gastronomia

I pannelli che accolgono all’ingresso della città, danno il benvenuto a “Ceglie Messapica città d’Arte terra di Gastronomia”.

La ristorazione di qualità vanta esperienze stabili e pluridecennali di esercizi conosciuti e rinomati ben oltre l’ambito locale.

“A Ceglie si mangia bene” è un’affermazione condivisa. È una “cultura” diffusa, anche a livello domestico, che fa preferire per la tavola i prodotti locali, quelli che da sempre provengono dagli allevamenti e dalle campagne che circondano Ceglie. Olio, vino, formaggi, legumi, grano, olive, mandorle, fichi… fondamentali nell’alimentazione quotidiana.  Ciascuno con una sua storia.

La pizzeria ristorante Montevicoli è tra gli esercizi che confermano la tradizione gastronomica della città: venticinque anni nel 2007.

Città dal cuore antico.

Ceglie Messapica appunto, l’antica città messapica Kailia, ma già abitata in epoche più remote (Paleolitico Inferiore Medio), fu roccaforte contro Taranto nelle guerre tentate dalla città ionica per avere uno sbocco sul mare adriatico.

L’abitato messapico sorgeva ai piedi della collina, mentre la zona più elevata era occupata dall’Acropoli. Era circondata da sistemi di fortificazione e avvistamento. Numerose sepolture vengono ancora ritrovate (la più recente nel 2006 una tomba del IV secolo a.C.) e nel corso degli anni i corredi rinvenuti sono andati a costituire collezioni di diversi Musei (un vaso ritrovato nel 1820 si trova al Museo di Berlino).In città è possibile visitare il Centro di documentazione archeologica in via E. De Nicola. Appena all’esterno del centro storico sono visibili  “i cento scaloni” rifacimento medievale dell’accesso all’acropoli messapica.

Il centro storico di Ceglie Messapica merita una visita. Tipico esempio di edilizia spontanea, con case in pietra, imbiancate di latte di calce, vicoli e piazzette.

Alla sommità la chiesa Madre e il Castello Ducale (in fase di restauro) con la torre quadrangolare risalente alle fine del quattrocentro inizi del cinquecento.

Una piccola pinacoteca nei pressi della Piazza Vecchia custodisce le opere donate alla città natale dal pittore futurista Emilio Notte.